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DLGS.206-06/09/2005

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Durezza:  10.
Composizione chimica : carbonio puro in forma cristallina (C )
Peso specifico: 3,5
Sistema cristallino: cubico
Indice di rifrazione: 2,4




I cristalli di diamante hanno per lo piu' forma di ottaedro o di esacisottaedro (48 facce triangolari), spesso con superfici curve. Sulle facce dell'ottaedro si possono talora osservare piccole incisioni triangolari dette "trigoni".
Per geminazione di due ottaedri si possono formare cristalli piatti a forma di triangolo smussato. Il diamante è costituito da carbonio puro: se viene scaldato, brucia liberando anidrite carbonica. È il minerale piu' duro che si conosca, ma cio' non significa che sia infrangibile: puo' venire scalfito soltanto da un altro diamante, ma un colpo deciso puo' mandarlo in frantumi; infatti è fragile e si sfalda facilmente secondo le facce dell'ottaedro. Il diamante ha una lucentezza molto viva, quasi metallica, che viene appunto definita " adamantina". Molti diamanti appaiono fluorescenti ai raggi ultravioletti.
A differenza di quasi tutti gli altri minerali, il diamante non si è formato nelle rocce della crosta terrestre in cui si trova, bensi' a qualche centinaio di chilometri di profondità, in quella zona della terra detta "mantello" . I cristalli sono stati poi trascinati in superficie attraverso condotti vulcanici esplosivi caratterizzati da una roccia ricca di olivina, detta "Kimberlite" dalla località di Kimberley, in Sudafrica (giacimenti primari).
In seguito la Kimberlite viene lentamente attaccata dall'erosione che sgretola la roccia e libera i diamanti, facilitando il loro allontanamento e la loro sedimentazione con sabbie e ghiaie (giacimenti secondari) .
i piu' antichi giacimenti conosciuti sono quelli, ormai esauriti, dell'India peninsulare. Nel 1725 furono scoperti giacimenti in Brasile e solo nel 1867 quelli de Sudafrica. Negli anni Cinquanta furono trovati grandi giacimenti in Siberia e negli anni settanta in Australia. Ne esistono anche in Borneo, in diversi stati africani e in Venezuela.
Tradizionalmente il pregio maggiore di questa gemma consiste nell'assenza di colore e di impurezze. Dopo essere stati selezionati, i diamanti vengono sottoposti al taglio usando lame diamantate e sfruttando particolari direzioni in cui la durezza è minore. Se il taglio è ben eseguito, mette in evidenza il fuoco, cioè l'insieme dei lampi colorati dovuti alla dispersione della luce bianca all'interno della gemma.
Una gemma tagliata male, invece, deve venire ritoccata per raggiungere l'effetto desiderato, e la conseguente perdita di peso si traduce in una perdita di valore. Spesso si usa il termine "brillante" per indicare il diamante: l'uso non è corretto perché quello a brillante è soltanto un tipo di taglio rotondo con 58 faccette, applicabile a qualunque gemma. Nel commercio di diamanti una distinzione precisa viene fatta fra pietre con e senza inclusioni.
I diamanti puri, cioè della migliore qualità, sono diamanti i quali non presentano tracce di inclusioni anche se osservati con la lente che li ingrandisce dieci volte. Il degradamento del valore della pietra è in relazione alle tracce di inclusioni non osservabili a occhio nudo e a quelle osservabili a occhio nudo.

FONDAMENTI DELLA CLASSIFICAZIONE DEL DIAMANTE L'accordo RAL
Fin dall'inizio della lavorazione del diamante gli esperti ed i professionisti hanno coniato termini specifici per definire i fattori qualitativi del diamante. Pero' solo all'inizio di questo secolo sono stati definiti termini individuali, che sono poi stati gradualmente messi per scritto ad uso del commercio, in forma di accordo giuridicamente non vincolante, e riuniti in una nomenclatura per il diamante.
Senza questi principi basilari chiaramente comprensibili sarebbe impensabile l'attuale commercio differenziato dei diamanti. Le tradizioni verbali sono state fissate per la prima volta nel 1935 in forma di accordo RAL ( = Reichs - AusschuB fur Lieferbedingungen und Gutesicherung beim DNA = Commissione speciale per le condizioni di consegna e per l'accertamento della qualità presso il Comitato Normativo Tedesco ).
Questa prima raccolta di termini individuali per definire i diamanti tagliati per la "gioielleria" fu piu' volte rielaborata ed ha raggiunto la 5° edizione nel 1963 come RAL 560 A5. A quest'ultima edizione fu aggiunto un progetto supplementare (RAL 560 A 5 E ), che oggi viene applicato in pratica. Questo deve essere considerato un indizio del fatto che la formulazione di definizioni precise dei termini e di designazioni regolate per i diamanti era in ritardo di molto tempo.
Il nuovo supplemento non solo codifica i termini, come hanno fatto finora gli accordi RAL, ma li espone con definizioni inequivocabili che ne semplificano l'applicazione. Le raccomandazioni del progetto supplementare del RAL rappresentano nel campo commerciale i principi per il comportamento leale nella concorrenza e contemporaneamente sono la regola esplicativa dei § § 1 e 3 della legge contro la concorrenza sleale.
Pongono inoltre chiaramente in risalto come i contravventori siano considerati agenti contro gli interessi dell'associazione collegiale. Accanto alla nomenclatura tedesca per i diamanti - RAL 560 A 5 E - anche altri paesi ( Svizzera, Scandinavia, Gran Bretagna, USA ) hanno meso a punto definizioni con ampia corrispondenza di contenuto e di materiale. Cosi' il mondo degli esperti in gemme è sulla via migliore per formulare un "linguaggio dei diamanti" internazionale.

GRADI DI COLORE
Già da molto tempo si sono classificati e definiti i singoli colori. Il Nordamerica è stato pioniere in questo campo, probabilmente a causa della elevata quota di importazione di diamanti per ornamento, che ammonta al 75% della produzione mondiale. Qui le definizioni di colore si sono stabilite per la prima volta come codificazione affermatasi fino ad oggi a livello internazionale e adottata da diversi paesi europei - Germania, Inghilterra, Svizzera, Scandinavia.
Lo sviluppo degli strumenti elettronici per la misura del colore ha fatto si che tali originali definizioni di colore fossero integrate da numeri o sistemi di lettere, ma non sostituite; cosicchè ancora oggi conservano validità le difinizioni originali, i cosiddetti "old terms" (vecchi termini).
Nella serie da incolore a giallo i gradi di colore secondo gli "old terms " sono : RIVER - TOP WESSELTON - WESSELTON - TOP CRYSTAL - CRYSTAL - TOP CAPE - CAPE - LIGHT YELLOW - YELLOW.
La maggior parte di queste definizioni, che si sono conservate fino ad oggi, si riferiscono a luoghi di provenienza dei diamanti: sono infatti i nomi delle antiche miniere di diamanti. Cosi' per i diamanti provenienti da fiumi (river) o da giacimenti alluvionali si è tramandato il termine RIVER. Queste pietre generalmente presentavano un colore migliore dei diamanti provenienti dai camini o "pipes".
La miniera Wesselton produceva diamanti prevalentemente di qualità migliore di quelli lievemente giallini delle miniere vicine, cosicchè WESSELTON divenne la definizione dei diamanti incolori. Il nome CRYSTAL potrebbe essere derivato da cristallo, per indicare la debole saturazione di giallo. Il termine CAPE deriva da Cape of Good Hope ( Capo di Buona Speranza ), un territorio costiero che attualmente fa parte dell'Unione Sudafricana. Poiché le pietre di questa provenienza erano in media piu' intensamente gialle di quelle indiane e brasiliane, i diamanti con piu' forte saturazione di giallo furono designati come CAPE.
Al fine di giungere a giudizi di colore generalmente comprensibili, si stabili' che fossero indispensabile una definizione delle singole categorie di colore. Sono stati pertanto coniati termini tedeschi corrispondenti e da allora nel nuovo supplemento al RAL 560 A 5 si trovano le seguenti definizioni:

Vecchi termini     

Descrizione   
   
Definizione  

RIVER bianco-blu I diamanti di questi gradi di colore,
osservati dalla tavola,appaiono incolori all'occhio dello
specialista con esperienza media.
TOP WESSELTON bianco ottimo
WESSELTON bianco
TOP CRYSTAL bianco lievemente tinto Diamanti piccoli con questi gradi di colore, osservati dalla tavola, appaiono incolori all'occhio dello specialista con esperienza media; quelli di dimensioni maggiori, al di sopra di ct. 0,20, presentano un accenno di colore.
CRYSTAL bianco tinto
TOP CAPE lievemente giallognolo
CAPE giallognolo I diamanti con questi gradi di colore, osservati dalla tavola, appaiono, all'occhio dello specialista con esperienza media come dotati di saturazione di colore di intensità crescente.
LIGHT YELLOW giallo chiaro
YELLOW giallo

Se si consultano libri meno recenti sulle pietre preziose, al vertice della scala di colore si trova ancora il termine JAGER sopra a RIVER. Anche questo deriva dal nome di una miniera di diamanti sudafricana, quella di Jagersfontein, che forniva un quantitativo particolarmente abbondante di diamanti bianco-blu.
In un primo tentativo di definire il colore si riconobbe pero' per i gradi JAGER e RIVER non si trattava di diamanti con una debole saturazione di blu, ma che l'apparente debole colorazione blu era causata da un altro fenomeno: la fluorescenza indotta da radiazioni ultraviolette.
Si osservo' come effettivamante parecchi diamanti presentassero colori diversi in luce diurna e in luce artificiale (tungsteno) e ci si accorse che la lieve tonalità blu era causata solo dalla presenza di raggi ultravioletti nella luce diurna.
Il termine JAGER, come sinonimo di miglior grado di colore, fu quindi tolto dalla scala; il RIVER avanzo' al primo posto. Col passare del tempo tuttavia il termine BIANCO-BLU si è talmente radicato nella mentalità comune, identificandosi quale grado di colore piu' elevato, che dal punto di vista puramente commerciale si persevera in questa definizione, benchè non sia del tutto appropriata, in quanto il grado di colore RIVER = BIANCO-BLU indica l'assenza totale di colore nel diamante.
In diamanti del grado di colore TOP WESSELTON e WESSELTON si puo' riconoscere, solo da parte di esperti molto pratici, in condizioni adatte, una sfumatura minima di giallo. In condizioni normali di illuminazione appaiono incolori. Le relative definizioni tedesche di "bianco ottimo" e "bianco" sono pertanto giustificate.
In diamanti dei gradi TOP CRYSTAL e CRYSTAL anche il tecnico con meno esperienza puo' riconoscere, in condizioni di illuminazione adatte, una crescente intensità di giallo. Di conseguenza i termini tedeschi corrispondenti a questi gradi sono stati finora "molto lievemente giallognolo" e "lievemente giallognolo".
L'esperienza ha pero' dimostrato che il termine "giallognolo" intralciava le vendite, tanto che, nella rielaborazione della commissione RAL,alle definizioni precedenti si sono sostituite definizioni piu' eufoniche, e precisamente "bianco lievemente tinto" e "bianco tinto".
L'inammissibile denominazione di fantasia, come "bianco commerciale" (commercial white ), si trova di tanto in tanto nel commercio dei diamanti per definire i gradi TOP CRYSTAL e CRYSTAL, lascia parimenti riconoscere una certa riluttanza ad usare il termine "giallognolo" per indicare le deboli tonalità di giallo.
Da TOP CAPE a YELLOW la crescente saturazione di giallo è chiaramente riconoscibile anche da parte di un occhio inesperto, cosicchè le denominazioni "lievemente giallognolo" e "giallo" trovano completa giustificazione.
I diamanti del grado YELLOW (giallo) non si devono considerare come completamente saturi di giallo. La scala di colore puo' continuare oltre il grado YELLOW attraverso parecchie sfumature, fino alla completa saturazione.
Questi gradi oltre il YELLOW pero' appartengono già ai colori fantasia e poiché è raro trovarne, il loro valore aumenta nuovamente. In questo caso ai diamanti di colore molto intenso si applicano definizioni come CHAMPAGNE e CANARY.
Il riconoscimento del colore nei diamanti piu' piccoli è piu' difficile che nelle pietre di maggiori dimensioni, poiché l'esiguità delle faccette in concomitanza con lo scintillio lascia riconoscere meno chiaramente il colore proprio della pietra rispetto a quanto avviene nel caso di superfici piu' estese, come le faccette dei diamanti superiori a mezzo carato.
In due pietre di diversa grandezza, ma di uguale colore, la pietra piu' grande dà l'impressione di avere una tinta piu' intensa, poiché la possibilità di assorbimento della luce aumenta col crescere della lunghezza del percorso dei raggi luminosi.

SCHEMA DELLE CORRISPONDENZE TRA LE DIVERSE SCALE DI COLORE

Scala di colore
Scandinava
(vecchi termini)

Scala di colore   
Americana
(GIA)


Scala di colore
Internazionale
(CIBJO,WFDB,IDMA)

International Colour
Grading Scale
(CIBJO,WFDB,IDMA)

RIVER D
E
Bianco eccezzionale+   
Bianco eccezzionale
Exceptional white +
Exceptional white
TOP WESSELTON   F
G
Bianco extra+
Bianco extra
Rare white+
Rare white
WESSELTON H Bianco White
TOP CRYSTAL I
J
Bianco leggermente tinto    Slightly tinted white
CRYSTAL K
L
Bianco tinto Tinted white
TOP CAPE M
N
Tinto colore 1 Tinted colour 1
CAPE O
P
Tinto colore 2 Tinted colour 2
LIGHT YELLOW Q
R
Tinto colore 3 Tinted colour 3
YELLOW S
T
U
V
W
X
Y
Z
Tinto colore 4 Tinted colour 4
  Fancy colours Colori fantasia Fancy colours

I DIAMANTI PIU' FAMOSI
I diamanti piu' famosi, sui quali si raccontano vicende oscure e affascinanti, vengono dall'India. Tra questi ricordiamo il diamante azzurro di HOPE, del peso di 45 carati, conservato presso la Smithsonian Institution di Washington e ritenuto foriero di disgrazie; quello verde di DRESDA del peso di 41 carati, a forma di mandorla.
Fu acquistato dal re di Prussia Augusto il Forte nel 1743 per 60.000 talleri; fino alla fine della guerra nel 1945 era custodito nel Grunes Gewolbe della stessa città: il REGENT del peso di 137 carati e il SANDY di 55 carati, già appartenuti a Luigi XIV e ora al Louvre di Parigi.
Il famoso diamante SCIA' di PERSIA è una pietra indiana del peso di 88,7 carati. Il diamante ha tre incisioni, la prima indica il nome del principe che ne fu il primo proprietario nel 1591.
La seconda incisione indica il nome del nuovo proprietario Scià Jehan, del 1641. Nel 1824 fu fatta la terza incisione che indica come proprietario lo Scià di Persia. Secondo la leggenda la pietra era appesa ad un filo d'oro sotto il tetto del trono del Pavone. Dopo l'assassinio dell'ambasciatore russo a Teheran, nel 1889, i persiani temettero delle rappresaglie da parte dello Zar e cosi''gli diedero in regalo il diamante dello Scià. dA allora si trova in possesso dei russi. Esistono pero' altre versioni di questa storia.
Il KOH - I - NOOR ovvero "Montagna di luce" del peso di 108 carati, (questa pietra pesava in origine 186 carati ed aveva forma a rosa, in seguito venne rilevigata e ridotta a 108 carati).Proviene dall'India, fino al 1304 era in possesso del Raya di Malva dell'India meridionale: dopo il saccheggio della citta' attraverso Ala-ed-din, arrivo' al tesoro di Deli.
La tappa successiva fu il Regno del Gran Mogol il cui sovrano lo ottenne come bottino di guerra. Nel 1739 la pietra divento' proprietà dello Scià di Persia Nadir (fu lui a dare alla pietra il nome attuale ) in seguito alla conquista dell'India settentrionale.
Attraverso assassini e nuove imprese militari raggiunse l'Afghanistan; fu poi in possesso del sovrano Timur, e finalmente si trovo' nel regno del Punjab dove gli inglesi lo conquistarono durante un ammutinamento di due reggimenti dei Sikh. Caduto in possesso delle Compagnie delle Indie, entro' a far parte della Corona Inglese;oggi è all'interno della torre di Londra. Dal Sudafrica provengono i diamanti piu' grandi mai rinvenuti.
Basti pensare al famosissimo CULLINAN, è il diamante piu' grande fino ad ora trovato.
Il suo peso grezzo era di 3106 carati , trovato nel 1905 nella miniera Premier, vicino a Pretoria. L'anno in cui fu trovato, il governo di Transvaal lo compero' per 150.000 sterline inglesi e lo regalo' alla Casa Reale Inglese.
La lavorazione fu eseguita ad Amsterdam dall'olandese J.Asscher : il diamante tagliato "a brillante" diede origine a quattro magnifici e perfetti brillanti: i CULLINAN I, II, III e IV; i frammenti diedero origine ad altri diamanti di minor peso, corrispondenti al 65% del peso iniziale della pietra.
Il CULLINAN I ovvero "la Stella d'Africa" del peso di 530 carati, che è incastonato nello scettro facente parte del tesoro della Corona britannica ed è una della gemme piu' preziose in assoluto. Il CULLINAN II di 317 carati si trova nella Corona inglese.



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